Una stagione lunga, impegnativa, sofferta. Ma, alla fine, conclusa con la gioia più grande. RP Motorsport e Kyle Kirkwood sono campioni dell’Indy Pro 2000 Championship, la serie americana che ha visto la scuderia piacentina debuttare lo scorso anno ed imporsi rapidamente ai vertici della categoria propedeutica all’IndyCar Series. Una vera e propria scommessa, quella portata avanti dal team diretto da Fabio Pampado, iniziata come una sfida apparentemente impossibile ma poi rivelatasi vincente, grazie soprattutto all’impressionante ruolino di marcia che ha visto il pilota statunitense salire sul gradino più alto del podio in ben nove occasioni.

E nell’ultimo round stagionale, andato in scena sullo splendido tracciato californiano di Laguna Seca, il trionfo è arrivato non senza qualche brivido. Kirkwood si è presentato all’appuntamento decisivo con 20 punti di vantaggio in classifica nei confronti di Rasmus Lindh, l’unico avversario ancora in grado di potergli contendere il titolo. Dopo essere scattato dalla seconda posizione in griglia, il pilota di Jupiler nella prima manche ha seguito da vicino il leader Sting Ray Robb, mettendogli costantemente pressione fino ad approfittare di un errore commesso da quest’ultimo nelle fasi finali, grazie al quale ha avuto la strada spianata per andare a cogliere il nono successo nelle ultime dieci gare.

A quel punto, per Kirkwood sarebbe stato sufficiente prendere il via alla seconda manche per incamerare il punteggio in classifica necessario per assicurarsi il titolo. Partito dalla seconda posizione proprio al fianco di Lindh, il pilota statunitense è stato subito coinvolto in uno sfortunato contatto alla prima curva con l’altro portacolori di RP Motorsport, Artem Petrov, il quale dopo essersi toccato con un avversario ha terminato la propria corsa contro la vettura del compagno. Entrambe le monoposto sono quindi state costrette al ritiro, ma per Kirkwood e per tutto il team la festa ha potuto comunque avere inizio.

Nonostante il successo di Lindh, i 419 punti accumulati dal pilota RP Motorsport sono stati infatti sufficienti per consentirgli di conquistare il campionato, che per il driver di Jupiler rappresenta il secondo consecutivo nella bacheca personale, essendosi già imposto lo scorso anno nella USF 2000. Per la scuderia piacentina si tratta invece della prima affermazione colta oltre-oceano, dopo i numerosi trionfi già collezionati in Europa nel corso degli ultimi anni.

Fabio Pampado (Team Principal RP Motorsport): “È un sogno che diventa realtà. Abbiamo creduto fortemente sin dal principio in questo progetto, nonostante lo scetticismo che ci aveva accompagnato nelle fasi iniziali. Eppure, poco alla volta abbiamo dimostrato il nostro valore, portando la nostra competenza e passione in un ambiente per noi sconosciuto. Alla fine abbiamo avuto ragione noi: tutto il team è stato straordinario, così come Kyle che si è dimostrato un pilota di grandissimo valore. Vorrei anche evidenziare, oltre al titolo piloti, il secondo posto ottenuto nella classifica riservata ai team, il quale sottolinea il grande lavoro di squadra portato avanti durante l’anno. Vorrei dedicare questo successo a tutti gli amici e gli sponsor che ci hanno sostenuto in questa avventura, ma anche alle persone straordinarie che hanno lavorato a migliaia di chilometri da casa, lontano dalle proprie famiglie e dai propri affetti, per sposare questa sfida: è questa la forza che ha reso possibile questa vittoria e che ci rende orgogliosi”

Kyle Kirkwood (pilota RP Motorsport): “Siamo letteralmente… sulla luna dalla felicità! Certo, avremmo voluto concludere il campionato con un’altra vittoria, ma era il titolo ciò che contava ed è incredibile essere riusciti a centrare questo obiettivo. Non potrò mai ringraziare ed elogiare abbastanza il team RP Motorsport, soprattutto da Road America in avanti abbiamo davvero cambiato marcia ed è stata una cavalcata trionfale. La macchina è stata fantastica e non abbiamo vinto soltanto nelle occasioni in cui siamo usciti per incidente. Questo titolo significa molto: prima di Road America sarebbe stato difficile pensare ad un epilogo del genere, tutto doveva andare per il verso giusto ed abbiamo avuto bisogno di ogni singola vittoria, anche perché Rasmus ha sempre terminato sul podio. Adesso ci godiamo la festa e poi penseremo al futuro!”

Artem Petrov (pilota RP Motorsport): “Sono davvero molto contento per il team. Mi dispiace per quanto accaduto al via della seconda gara: purtroppo siamo entrati in contatto con un’altra vettura alla prima frenata e non c’era nulla che potessi fare per evitare di finire addosso a Kyle. Per fortuna le cose sono andate bene, anche se avrei preferito concludere in un altro modo la stagione. Personalmente mi ritengo comunque soddisfatto di questa esperienza: ho imparato moltissimo e sono riuscito anche a portare molti punti al team, dunque direi che il bilancio è assolutamente positivo”.